domenica 19 novembre 2017

A Novi Ligure, itinerari, architetture e sapori tra Piemonte e Liguria

In questi ultimi weekend d'autunno, con l'aria ancora tiepida che invita a stare fuori e guardarsi intorno, ci sono tante cittadine piemontesi da scoprire. Per esempio, per il ponte dell'8 dicembre si potrebbero scoprire Novi Ligure (AL) e i suoi dintorni, approfittando di Dolci Terre, la manifestazione che dal 7 al 10 dicembre 2017 propone le eccellenze enogastronomiche del territorio nel bel Centro Fieristico Dolci Terre di Novi. Siamo in un'area di cultura millenaria, grazie alla posizione strategica, tra il mar Ligure e la Pianura Padana: a pochi km da Novi c'è Libarna, che fu fiorente cittadina romana lungo la via Postumia e oggi è parte di Serravalle Scrivia, vicino al celebre outlet; a pochi minuti di auto c'è Gavi, con il suo forte di origine medievale, a guardia del territorio. La cosa bella è che sono tutti luoghi ben collegati dai trasporti pubblici, per cui potete davvero dedicarvi a un weekend di cultura e relax, senza preoccuparvi dell'auto (gli orari li trovate su www.citnovi.it).


Sono stata a Novi Ligure qualche settimana fa e ne sono stata piacevolmente colpita, promettendomi di ritornare presto, date tutte le belle iniziative che il Distretto del Novese realizza per promuovere il territorio (se pensate a un weekend da queste parti, non dimenticate di fare un salto sul suo sito web, per essere aggiornati su tutte le novità; da parte mia vi consiglio, perché è cosa che intendo fare anch'io, Arte Gusto & Mestiere, il circuito che permette di conoscere da vicino le eccellenze artigianali).

Novi Ligure ha un centro piccolo e delizioso, a misura dello slow tourism. La stazione ferroviaria sorge su uno dei suoi lati: davanti a lei inizia via Girardengo che porta nel cuore cittadino, con i negozi dello shopping, i locali in cui fermarsi per una chiacchierata e i primi palazzi dipinti, una delle caratteristiche più singolari di Novi. Sono presenti in quasi tutto il centro storico, raggiungendo il culmine in piazza Dellepiane, il salotto cittadino, su cui si affacciano l'omonimo palazzo, che ospita alcuni uffici del Municipio, Palazzo Negroni e la Collegiata di Santa Maria Maggiore, il Duomo Cittadino.


I due palazzi hanno le facciate dipinte, che riproducono lesene, colonne, marmi e decorazioni barocche; Palazzo Dellepiane ha anche un cortile molto bello, con una balconata lignea di grande fascino e un atrio arioso da palazzo aristocratico. I più importanti Palazzi novesi portano cognomi genovesi: ci sono i Palazzi Doria, Brignole, Adorno, manca poco che ci si trovi a De Ferrari e non ci sarebbe nessuna sorpresa. La spiegazione è semplice: intorno al XVII secolo, i grandi casati genovesi videro in Novi, strategicamente collocata nell'Oltregiogo, a poca distanza dai Ducati di Milano e di Savoia, un interessante centro per i commerci, e vi costruirono anche residenze per la villeggiatura. Lo stretto legame di Novi e Genova è sancito da un bell'affresco nella Galleria Perelli (la cui concezione ricorda vagamente la Galleria Subalpina di Torino): Novi è rappresentata dalla torre che domina la sua collina e da alcuni contadini, Genova dalla sua Lanterna e da alcuni marinai, al centro la figura della Prosperità, risultato dell'alleanza tra le due città. La Galleria Perelli collega via Girardengo con piazza Giacomo Matteotti, piazza squadratissima, come quasi tutte quelle del centro storico, ricavate dall'abbattimento di palazzi o di alcune loro maniche, così da dare aria alle strette vie cittadine.


Se in questo dedalo di vie, negozi, locali, palazzi dipinti e scorci sorprendenti, sentite necessità di una pausa, per un pasto leggero, un buon bicchiere di vino o un semplice momento di relax, vi segnalo Il Banco (via Monte di Pietà 5), il locale in cui ho pranzato, scoprendo la doppia identità ligure-piemontese di Novi anche a tavola: le sue deliziose focacce, i suoi dolci, preparati dai fratelli Longo, i suoi vini, accuratamente selezionati nella sua cantina, danno una bella idea della cucina del Novese.

Da via Girardengo si sale facilmente sulla collina che domina Novi e su cui c'è un'alta torre medievale, unica traccia rimasta di un'antica fortezza da cui si controllava il territorio. Tutt'intorno un bosco che in autunno regala i vivaci colori del foliage e d'estate l'agognato fresco; la passeggiata nel verde è rilassante e di tanto in tanto si apre a scorci verso la città storica e le sue torri (fanno capolino anche alti condomini del Novecento, ma vabbe').


Tornando di nuovo nel centro cittadino, è tempo di scoprire le chiese, senza mai abbassare lo sguardo, perché le facciate dipinte dei palazzi sono ovunque. Come in via Roma, la cui prospettiva è chiusa dalla bella facciata della chiesa di San Pietro; ma prima di arrivarci, ci sono i segreti del Palazzo della Dogana, con una scenografica scala di pianta ellittica, che fa pensare a Filippo Juvarra e ai suoi giochi di luce barocchi e torinesi, e gli scorci di vicolo Bianchi e Palazzo Cassissa, recentemente restaurati, con facciate dipinte e cicli ottocenteschi. Non abbassate mai lo sguardo, a Novi!


La chiesa di San Pietro è stata costruita nel Novecento, ma ha una storia lunghissima, comprendente battaglie contro gli eserciti stranieri; al suo interno c'è un Crocifisso con le foglie d'argento, che 'suonano' durante le processioni. Quasi tutte le chiese storiche di Novi ne possiedono uno, visitatele perché valgono la pena, dalla Collegiata di Santa Maria Maggiore fino a San Nicolò, la chiesa che mi ha colpito di più, per la sua facciata piemontese in laterizio e per il suo incredibile spazio interno, una sorta di pianta centrale inaspettata e grandiosa. Di qui si è a pochi passi da corso Marenco, da cui si arriva facilmente al Museo dei Campionissimi, uno dei gioielli di Novi Ligure da non perdere, lasciato per ultimo non perché meno importante, ma perché gli ho dedicato un post. Sorge in un edificio che fu industriale, appositamente riqualificato. In una navata c'è il Museo, in quella adiacente c'è il Centro Fiere che ospita Dolci Terre: da una parte l'epopea di Costante Girardengo, Fausto Coppi e i grandi campioni che li seguirono, dall'altra le eccellenze dolciarie ed enogastronomiche per cui Novi Ligure è famosa nel nostro Paese. Un'altra sintesi, efficace e possibile, dell'identità di questa sorprendente cittadina piemontese di cultura ligure.


PS Per questa mia gita a Novi Ligure e per tutto quello che ho scoperto, devo dire grazie a Barbara Gramolotti, che mi ha fatto da guida: i nostri territori avrebbero bisogno di più persone come lei, che promuovono culture ed eccellenze con entusiasmo e passione. Grazie, Barbara!


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