lunedì 4 settembre 2017

Perché la linea 2 della metropolitana è importante per Torino

In queste ultime settimane è tornata d'attualità la linea 2 della metropolitana, a causa dei ritardi con cui viene presentato il progetto al Governo e il rischio di perdere i 10 milioni di euro stanziati per il suo progetto preliminare (il progetto dev'essere presentato entro la fine di dicembre 2017). Rotta su Torino non si occupa della politica cittadina o regionale né intende farlo (ma questo non vuol dire che la sottoscritta non abbia le proprie idee e i propri valori politici), per cui non entrerò nelle polemiche che hanno accompagnato questo ritardo.


Mi interessa invece sottolineare l'importanza di questa linea metropolitana e l'opportunità che rappresenta soprattutto per i quartieri che attraverserà. Secondo il dossier presentato dal Comune di Torino, e consultabile nel suo sito web, la M2 dovrà collegare il quadrante nord-est della città con quello sud-ovest, passando per il centro e incrociando la M1 a Porta Nuova (o alla Stazione Re Umberto, dipende dal tracciato nel centro storico). La sua lunghezza totale, dalla Stazione Rebaudengo a Orbassano, è di 21 km. Il tracciato immaginato inizia alla Stazione Rebaudengo, sul Passante Ferroviario (e, dunque, in collegamento con i treni del Sistema Ferroviario Metropolitano che vi passano), passa nell'antico trincerone che separa le vie Gottardo e Sempione e raggiunge lo Scalo Vanchiglia, di qui, attraversata la Dora, passerebbe sotto il centro, incrocerebbe la M1 a Porta Nuova (o a Re Umberto) e quindi imboccherebbe corso Duca degli Abruzzi e poi corso Orbassano, per terminare a Orbassano. Lungo il suo percorso incontrerebbe luoghi di grande importanza per la vita torinese come l'ospedale San Giovanni Bosco, il Cimitero Monumentale, il Campus Luigi Einaudi, il centro storico, Porta Nuova, il Politecnico di Torino, Piazza d'Armi, il Parco Rignon, Mirafiori con il suo comprensorio di fabbriche e spazi di ricerca, la Motorizzazione Civile e il Cimitero Parco.

Il progetto è molto interessante anche per come cambierà la superficie, soprattutto nel suo tratto settentrionale: lungo il trincerone ristrutturato per la M2, verrebbe costruito un parco lineare, con la riqualificazione di piazze e la creazione di una sorta di promenade, che arriverebbe fino allo Scalo Vanchiglia; per Barriera di Milano un progetto che permetterebbe la ricucitura del tessuto urbano, 'spezzato' dal trincerone, e una riqualificazione che darebbe valore agli edifici esistenti. Lungo lo scalo Vanchiglia è previsto un progetto di riqualificazione, con la costruzione di nuovi edifici immersi nel verde e un centro commerciale diffuso. La Metropolitana sarebbe dunque non solo un collegamento delle periferie settentrionali con il centro della città, ma anche un'occasione di riqualificazione e di cambiamento e per questo è molto attesa dai residenti di Barriera Milano, un quartiere che sta facendo enormi sforzi per darsi una nuova identità e che avrebbe nella M2 il volano definitivo.

Mentre Torino ha assegnato la progettazione alla cordata guidata dalla francese Systrà, nella speranza di non perdere i 10 milioni assegnati dal Governo, un recente rapporto dello Studio Ambrosetti inserisce la città al secondo posto nell'Indice di Mobilità Urbana. Secondo questo studio, una maggiore efficienza del trasporto pubblico urbano, con tempi di spostamento in linea con quelli europei, permetterebbe agli italiani di risparmiare tra i 5,5 e i 7 miliardi di euro all'anno; oggi chi vive nelle 14 aree metropolitane del Paese (Bari, Bologna, Cagliari, Catania, Firenze, Genova, Messina, Milano, Napoli, Palermo, Reggio Calabria, Roma, Torino, Venezia) impiega più del doppio del tempo di chi vive a Parigi, Madrid, Berlino o Londra. Il risparmio possibile con un maggiore uso del trasporto pubblico riguarderebbe non solo il tempo, ma anche l'inquinamento atmosferico e acustico; a Torino solo il 23% della mobilità avviene su trasporto pubblico. Ecco perché c'è davvero bisogno della M2.


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