venerdì 18 agosto 2017

Sculture e disegni di Gio' Pomodoro, al Museo Accorsi

La mostra che il Museo Accorsi dedica a Gio' Pomodoro fino al 10 settembre 2017 inizia nel cortile, con una bella scultura, capace di dialogare con le sue statue e i suoi colori.


Poi, nelle sale che il Museo riserva alle sue mostre temporanee, Gio' Pomodoro – L'opera scolpita e il suo disegno offre una bella panoramica sul lavoro dell'artista marchigiano. E bisogna intendere artista nella sua accezione più ampia, avendo la curiosità e lo studio come basi fondamentali: scultura, pittura, gioielleria, artigianato, design e anche architettura, geometria, letteratura, poco sfugge a Gio' Pomodoro. Nella mostra ci sono quadri che preparano le grandi opere scultoree, ci sono i modelli di monumenti e sculture, ci sono poi anche le sculture di bronzo, realizzate anche con tecniche care alla gioielleria. Tensioni e Superfici in tensione nascono grazie alla fusione: ""Fusioni ricavate da gessi in cui erano stati inglobati elementi in tessuto sottoposti a fortissime tensioni deformanti, soltanto parzialmente controllabili, fino all'indurimento definitivo" spiega Martina Corgnati nella cartella stampa della mostra. E Pomodoro non era interessato solo agli oggetti ricavabili dai modelli di gesso, ma anche allo spazio creato nel gesso, una volta estratti gli elementi in tessuto: in mostra c'è una scultura che rivela il lavoro della deformazione anche nel gesso, testimonianza ulteriore della curiosità del marchigiano. Le sculture in bronzo esposte, eleganti nelle loro deformazioni e nella loro definizione dello spazio concava e convessa, sono di dimensioni ridotte, ma danno un'idea dell'effetto delle grandi opere realizzate da Pomodoro con la stessa tecnica.


Molti i disegni e i quadri, realizzati su carta appositamente lavorata, per preparare nuovi progetti. L'uso dei colori, della geometria, della luce affascinano continuamente: "Nel suo studio di Querceta o a Milano, il Maestro disponeva a terra enormi fogli di carta, fatti arrivare appositamente dalla Spagna, e, con grandi pannelli, stendeva, velatura su velatura, gli acquarelli: il rosso e il blu, il giallo e il verde, l'ocra e gli ossidi. Terminato il lavoro, l'acquarello, gigantesco, veniva montato sul telaio ed esposto a parete: i colori esplodevano come fuochi d'artificio" commenta il comunicato stampa. E in quest'esplosione di fuochi d'artificio ci sono i Soli, un ciclo di opere che esalta il sole nel suo ruolo sia fisico che politico, come fonte di vita, di benessere e di nutrimento.

Nel suo percorso artistico, Pomodoro si è sempre lasciato incuriosire dalle nuove tecniche, introdotte dal progresso e dalla sua velocità, soprattutto negli anni 50 e 60. Nei mesi scorsi, il Museo Ettore Fico ha ospitato una mostra dedicata a Bruno Munari, in cui si sono affrontati anche gli anni 50 e 60 e il loro ruolo nell'arte e nel design, grazie all'introduzione del computer e di nuovi strumenti interpretati anche in chiave artistica. Varrebbe la pena approfondire la conoscenza di quel ventennio, così cruciale nella storia italiana, per l'evoluzione del costume, della società e dell'arte, grazie alle nuove invenzioni e alla loro diffusione.


Ma la cosa che più mi ha colpito di questa mostra, è la ricerca eclettica di Gio' Pomodoro, l'impossibilità di rinchiuderlo in una disciplina artistica, l'importanza della geometria e delle sue proporzioni nei suoi studi. Guardavo i quadri, studio di progetti da realizzare, e pensavo alla mostra in corso alla Biblioteca Reale, Intorno a Leonardo, che espone i disegni degli artisti del Rinascimento italiano, per preparare le loro opere. Disegni in cui la geometria e le sue proporzioni avevano un ruolo essenziale, in cui la scultura e l'architettura si mescolavano e dialogavano. Gio' Pomodoro come un moderno Leonardo, interessato a tutte le novità, curioso di tutte le discipline, capace di trasformare in opere d'arte anche gli studi delle sue creazioni. Una mostra, al Museo Accorsi, che invita a scoprire uno dei maestri dell'arte italiana del XX secolo (era nato nel 1930 a Orciarno di Pesaro ed è morto a Milano nel 2002) e che scopre, ancora una volta, come le personalità più coinvolgenti siano sempre quelle che non accettano confini e che sintetizzano culture e inquietudini.

Gio' Pomodoro – L'opera scolpita e il suo disegno è al Museo Accorsi-Ometto, in via Po 55, fino al 10 settembre 2017; l'orario di apertura è martedì-venerdì ore 10-13 e 14-18, sabato, domenica e festivi ore 10-13 e 14-19. Il biglietto d'ingresso costa 8 euro, ridotto 6 euro (per studenti fino a 26 anni, over 65), gratuito con Abbonamenti Musei; con visita guidata (sabato e domenica ore 11 e 17.30) 12 euro, ridotto 10 euro, con Abbonamento Musei 4 euro. Tutte le info su www.fondazioneaccorsi-ometto.it.


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