lunedì 7 agosto 2017

Progetti della Torino che verrà

In questo scorcio d'estate, a un anno dall'arrivo di Chiara Appendino a Palazzo di Città, e dopo la sospensione della riqualificazione delle aree ex industriali in attesa della revisione del Piano Regolatore, una serie di progetti urbanistici sembra iniziare a prendere forma. Sono tutti progetti di recupero di aree dismesse, in cerca di nuova vocazione, quasi sempre in punti strategici della città; sono progetti interessanti perché Guido Montanari, l'assessore all'Urbanistica, è un architetto polemico e discusso, ma con una propria idea della città, condivisibile o meno, che sta cercando di realizzare, pur tra i vincoli del passato, le istanze della società e le mediazioni necessarie (sull'ebook Edifici ex industriali aTorino – Le trasformazioni del XXI secolo, trovate l'intervista che ho realizzato a Montanari, in cui racconta la Torino che ha in mente).

In piazza XVIII dicembre, un po' ottocentesca e un po' contemporanea, c'è l'antica stazione di Porta Susa, in cerca di destinazione. L'edificio appartiene a Ferrovie dello Stato, che ha appena lanciato un bando per la sua vendita (le offerte dovranno pervenire entro metà settembre). Quale destino immaginato per la storica stazione? Nei pressi dell'avveniristica erede e della fermata della metropolitana 1, con un'area di quasi 8mila metri quadrati, Ferrovie dello Stato pensa alla ricettività, con una base di vendita di 6,1 milioni di euro. Torino è una città sempre più turistica (secondo un recente studio di ENIT, è la città italiana con la maggior propensione positiva dei turisti e con vistosi aumenti nelle prenotazioni online), dunque, secondo Ferrovie dello Stato vale la pena investire nella ricettività, con un albergo ad hoc. I rendering presentati, raccontano un'ex Stazione di Porta Susa circondato da edifici in vetro e cemento, che ospiterebbero parte degli spazi alberghieri, sia spa, palestra, ristoranti o attività commerciali rivolti anche alla città. Montanari assicura che l'edificio storico sarà conservato e che le nuove costruzioni, al posto del basso fabbricato in cui c'era Mc Donald's, fino a pochi anni fa, "non soffocheranno la struttura della stazione".


Un altro nodo di grandi suggestioni e in cerca di soluzione è l'ex Officine Grandi Motori, tra corso Vigevano, corso Vercelli, via Damiano e via Carmagnola, in un'area, quella di Barriera di Milano, in grande fermento. A poca distanza, le riqualificazioni hanno prodotto il Museo Ettore Fico, l'ex INCET, i Docks Dora. Per il grande isolato lasciato dalle OGM, il progetto iniziale prevedeva una destinazione commerciale-residenziale, con la costruzione di un grande supermercato della Esselunga e varie torri. Un progetto che non è mai piaciuto né a Montanari né al movimento grillino. Nell'intervista già citata, Montanari, che non era particolarmente ottimista sul futuro delle ex OGM, vagheggiava una sorta di cittadella dell'industria tecnologica, con l'idea di portare a Torino ricerca e avanguardia, più che stabilimenti industriali e operai. Adesso si parla di una progettazione condivisa con la Circoscrizione 7, che dovrà includere comunque un supermercato Esselunga e che nelle antiche strutture architettoniche sopravvissute all'abbattimento potrebbe ospitare un hub legato all'e-commerce e, nel cosiddetto Lingottino, una casa per studenti. E questo progetto di casa per studenti, mi ha fatto pensare al Camplus del Lingotto, visitato grazie a Open House Torino, a giugno, e realizzato anch'esso in una struttura che fu industriale e nella maglia regolare di travi e pilastri che caratterizza questi edifici. Sarà, insomma, un progetto da seguire con attenzione, che potrebbe restituire alla città un edificio di grande fascino storico e architettonico e dare nuova vitalità a un quartiere che sta facendo tesoro intelligente del suo passato. Non ci sono tempi certi circa la realizzazione del progetto, ci sono il rinnovato interesse di Esselunga e l'urgenza della Circoscrizione 7, che vuole completare le riqualificazioni dell'area, oltre ai progetti di Montanari.


Ancora Esselunga sembra essere protagonista di un'altra riqualificazione molto attesa a Torino, quella dell'area dell'ex Westinghouse, per cui si è previsto di tutto, dalla suggestiva Biblioteca firmata da Mario Bellini, ad alberghi, centri congressi ed edifici residenziali. Attualmente, il progetto, firmato dallo Studio Rolla, prevede, oltre alla realizzazione del punto vendita di Esselunga da 4.500 metri quadrati, anche la realizzazione di un Centro Congressi da almeno 5mila posti, un albergo con 200 camere, comprendente anche l'ex Nebiolo, parcheggi sotterranei e un'area verde, che renda il complesso fruibile anche dal pubblico. Siamo in una delle aree strategicamente più importanti di Torino: a pochi metri di distanza ci sono la Stazione di Porta Susa, con la fermata della Metropolitana e la Stazione degli autobus provenienti dalla Provincia, il PalaGiustizia, la RAI, l'Energy Center; poco più a sud, le OGR, di prossima apertura (ricordate il Big Bang dell'inaugurazione, il 30 settembre 2017?), e il Politecnico. Sul progetto dell'ex Westinghouse pende la sentenza del TAR sul ricorso presentato da Ipercoop, concorrente di Esselunga, presentato subito dopo la vendita dei terreni da parte del Comune. Dovrebbe essere pronunciata a settembre.


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