giovedì 18 maggio 2017

5 cose da fare al Salone del Libro di Torino 2017

Apre oggi il Salone Internazionale del Libro di Torino, la più importante manifestazione italiana dell'editoria, mai come quest'anno sentita parte del patrimonio cittadino. E non per il trentennale in sé, quanto per il tentativo, fallito, di privare la città di uno degli eventi più importanti da lei inventati e curati. Si inaugura il Salone del Libro (aperto fino al 22 maggio!), dunque, ma, come spesso accade, non sarà oggi la giornata in cui lo visiterò (perché quest'anno più che mai bisogna andare al nostro Salone!). In una kermesse così grande, che offre così tante opportunità di conoscenza, tra le proposte delle case editrici, gli incontri e i dibattiti del programma ufficiale, il calendario di presentazioni di ogni editore, c'è il serio rischio di perdersi qualcosa: abbiate le idee chiare su cosa volete vedere e dove volete andare da prima di raggiungere il Lingotto Fiere. E qui vi racconto le 5 cose del Salone 2017 che non ho intenzione di perdermi.


L'isola del silenzio
Penso sia l'invenzione più geniale di questa edizione della kermesse. Il Salone è un posto di folle vocianti, chiacchiere e frenesie, un posto pensato per il silenzio è un ulteriore invito alla riflessione, al confronto con se stessi, per potersi rapportare agli altri, che è poi il fine ultimo di ogni lettura, in fondo. L'Isola del silenzio si trova nel padiglione 1, è stata realizzata con materiali rinnovabili e al suo interno propone il silenzio assoluto: non ci sono parole, non c'è musica, solo (solo?) l'opportunità di godere pace e relax. Entrare nell'Isola del silenzio non è così facile, però: bisogna avere una delle banconote da 10 minuti di silenzio, stampate in edizione numerata e diffuse tra gli stand del Salone. State attenti perché ci sono 'solo' 2000 banconote!

I 12 editori ribelli
Quando l'AIE ha annunciato che si sarebbe fatta un proprio Salone a Milano e ha usato metodi e modi di chi voleva prendersi tutto, come se fosse suo, cercando l'umiliazione di Torino e dei suoi 30 anni di sforzi e di passione, dodici case editrici si sono ribellate e hanno detto 'no grazie, noi rimaniamo a Torino'. Si sono persino dimesse dall'AIE, per dimostrare che facevano sul serio. Grazie al loro esempio e alla loro resistenza, è nato il Salone 2017. Ricordate i loro nomi e passate ai loro stand, sono dodici, come le colone americane che diedero vita agli Stati Uniti e mi piace l'idea: add editore, Edizioni e/o, Iperborea, la Nuova Frontiera, LiberAria Editrice, Lindau, minimum fax, Nottetempo, Nutrimenti, O Barra O, SUR e 66thand2nd.

Superfestival
Questa è l'altra invenzione geniale del 30° Salone del Libro di Torino: un Superfestival che dia casa ai vari Festival culturali presenti in Italia, affinché abbiano una loro grande vetrina, con cui presentarsi al resto d'Italia. Hanno dato la loro adesione per 68 manifestazioni culturali, tra cui La Milanesiana, Pordenonelegge, I Boreali e Marina Café Noir, per dare un'idea, rappresentano 18 regioni italiane e portano a Torino ospiti e anteprime, arricchendo il programma del Salone. Il Superfestival è nel padiglione 2, è dotato di un proprio spazio, diviso in tre parti, un'area lounge aperta a tutti, una sala incontri per accogliere gli appuntamenti in programma e una sala business privata. Date un'occhiata al suo ricco calendario di eventi e incontri!

La Toscana
Trovo davvero bello che nell'anno dei suoi 30 anni e della sua ripartenza, il Salone del Libro ospiti la Toscana. A Torino amiamo dire, riprendendo Umberto Eco, che l'Italia senza Torino non sarebbe la stessa, ma cosa sarebbe l'Italia senza Firenze, Pisa, Siena, il Chianti e il marmo di Carrara? La culla della nostra lingua presenta un bel programma di incontri, mostre e persino concerti. Gli eventi da non perdere sono legati a Pistoia Capitale della Cultura e alla Via Francigena, largo spazio anche alla Memoria e alla Cultura Contemporanea. Mi piace anche che la Toscana proponga laboratori di lettura per i più piccoli, presentazioni dei libri dei propri editori e che porti piccole e grandi chicche di biblioteche e archivi. Impossibile non passare!

Il futuro non crolla
Mi piace molto questo spazio che il Salone dedica all'editoria delle zone colpite dal terremoto del 2016. Non è uno spazio fisico, sono incontri e storie narrate in varie Sale, nell'Arena, nello Spazio Stock, una serie di eventi diffusi, quasi a non voler isolare le conseguenze devastanti di un evento tragico. Si racconteranno storie di editori e di scrittori dal terremoto, si incontreranno gli studenti e il Rettore dell'Università di Camerino, una delle più antiche d'Italia, ci sarà una lezione magistrale di Vittorio Sgarbi sull'arte minacciata dal terremoto, si parlerà di conoscenza e competenza con Mario Tozzi, che ha scritto "Paure fuori luogo". Si inviterà, insomma, a non dimenticare tutto quello che ha significato il terremoto e tutto quello che dobbiamo fare.


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