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mercoledì 28 settembre 2016

Il Classico non impegna: incontri di cultura classica, al Circolo dei Lettori

Quando si tratta di far conoscere i progetti torinesi, che intendono diffondere la cultura classica, i suoi miti, i suoi valori e i suoi testi, Rotta su Torino c'è sempre. Tornerei agli anni del Liceo solo per godere, con tutto quello che so adesso, del privilegio di imparare il latino e il greco, di innamorarmi di Afrodite e Ares, di seguire le imprese di Alessandro e di Giulio Cesare, di emozionarmi per le Termopili e Salamina, di seguire il ritmo dell'Eneide, di scoprire l'architettura nel Teatro Greco e nella Domus romana. E' un privilegio, ragazzi che andate al Classico, sfruttatelo e amatelo!

Al Circolo dei Lettori (via Bogino 9), il Classico non Impegna, proposto dal Progetto Odeon, dal 3 ottobre 2016 a maggio 2017, offre un ciclo di letture dei grandi testi della cultura classica. In ogni incontro si leggerà un testo latino o greco, analizzandone le valenze storiche e letterarie, secondo il filo conduttore scelto per questo ciclo, cioè la concezione dello straniero nella cultura classica. Un tema quanto mai attuale, in questi giorni, e che diventa ancora più attuale notando che hospes, ospite, e hostis, nemico, i due modi della lingua latina di riferirsi allo straniero, "condividono la medesima radice lessicale, fatto che getta una luce ambigua e problematica su una questione viva nel passato come nel presente". Vedete come non abbiamo inventato niente e come da Atene e Roma tutto ritorna? Il fascino della cultura classica non muore, basta frequentarlo.

Tutte le info e gli aggiornamenti su progettoodeon.wixsite.com. Il calendario degli incontri, condotti dai dottori del Progetto Odeon e a cadenza mensile

3 ottobre 2016, ore 17.30
Apertura del terzo anno di attività del Progetto Odeon
Saluto istituzionale del Circolo dei Lettori
Saluto istituzionale dell'Università degli Studi di Torino, a seguire:
La tragedia e il mare. Dalle Supplici di Eschilo – dott. Luca Austa
Il mare è l'essenza stessa della tragedia. Attraversarlo, solcarlo in una fuga misteriosa e costante. E' questa l'anima di un dramma antico e moderno come le Supplici di Eschilo.

7 novembre 2016, ore 18
Onore allo straniero. Archiloco e la tomba di Glauco – dott.ssa Giulia Gerbi
Un'epigrafe arcaica capovolge le certezze tradizionali. I confini tra barbari e greci, tra colonizzatori e colonizzati si fanno più sfumati: uno straniero rende onore a uno straniero.

12 dicembre 2016, ore 18
Un deserto chiamato pace. Lo straniero e il Romano colonizzatore in Tacito – dott.ssa Annalisa Barra
Una lettura di Tacito per riflettere sui concetti di "impero" e "colonialismo", per esplorare con l'occhio acuto dello storiografo le lunghe ombre gettate dalla città Caput Mundi.

Febbraio 2017
Il dio estraneo. Dalle Baccanti di Euripide – dott.ssa Chiara Borghese
Violenza e imposizione come dinamiche dell'estraneità: l'incontro propone la lettura e l'analisi di alcuni passi significativi delle Baccanti di Euripide.

Marzo 2017
Essere poeta in terra straniera. Dalle Lettere dall'esilio di Ovidio – dott. Alessandro Cordella
Che cosa significa cantare in una città straniera ed ostile? Oggi come allora è necessario andare sul Mar Nero per comprendere il grido di tormento di un poeta confinato in una terra sterile priva di vita.

Aprile 2017
Atene e lo straniero Filippo. Dal De corona di Demostene – dott. Luca Massarenti
Le lusinghe e le false promesse di un re straniero. La risposta del popolo greco alla minaccia del grande Filippo II di Macedonia attraverso parole del retore greco Demostene.

Maggio 2017
Oltre le barriere. Lingua e romanità in Varrone – dott.ssa Federica Lazzerini
In un epoca di confronto con i popoli stranieri, il romano di origine sabina Varrone riflette su cosa significhi essere parte del mondo romano e sul ruolo che in questo gioca la lingua latina.


martedì 27 settembre 2016

Visita guidata al cantiere di restauro della chiesa di Santa Chiara

La Compagnia di San Paolo riprende l'apertura ai cittadini dei cantieri di restauro da lei finanziati nelle chiese cittadine. Tra settembre e ottobre (il 30 settembre, il 7 e 14 ottobre, più la giornata a porte aperte dell'8 ottobre 2016), si potrà visitare il cantiere della chiesa di Santa Chiara, in via delle Orfane 15; gli orari disponibili sono ore 16 e ore 17 per i venerdì, mentre sabato 8 ottobre il cantiere sarà visitabile dalle ore 10 alle 18; l'ingresso è gratuito, ma soggetto a prenotazione all'email cantiere.santachiara@gmail.com (è necessario indicare il numero di persone, il giorno e l'orario prescelto e un numero di telefono); alle visite non sono ammessi più di 12 partecipanti, a cui è richiesto l'uso di pantaloni e di scarpe chiuse e senza tacchi, con suola di gomma (sarà necessario compilare un modulo per l'accettazione delle misure di sicurezza in cantiere e tutti i visitatori verranno dotati di un casco). La visita durerà circa 45 minuti e si articolerà in un'introduzione storica a terra e in una successiva salita sul ponteggio, tramite una comoda scala.

Come si può vedere questo progetto di visita ai cantieri, iniziato con analoghe visite a quelli della Cappella dei Mercanti e dei Banchieri e della Cheisa della Trinità, è decisamente affascinante, con uno scopo evidente e condivisibile: far conoscere ai torinesi e ai turisti il patrimonio architettonico e religioso che la città custodisce e sensibilizzare sull'importanza degli edifici sacri nel ventaglio dell'offerta culturale cittadina.

La chiesa di Santa Chiara, nel cuore del Quadrilatero Romano, si trova in uno degli isolati più antichi della città, a vocazione religiosa sin dal Medio Evo. Intorno al XV secolo, c'era qui un convento delle Clarisse, di cui la chiesa faceva parte, poi, con gli ampliamenti del Settecento, il complesso arrivò a occupare l'intero isolato, cancellando le tracce delle costruzioni più antiche. Anche la chiesa venne completamente ricostruita, tra il 1742 e il 1746, distruggendo le vestigia precedenti, di cui non abbiamo più traccia. Costruita da Bernardo Vittone, l'attuale chiesa di Santa Chiara, che ha subito pochi rimaneggiamenti da allora, è uno dei più affascinanti edifici religiosi di età barocca. "Come è la norma per le chiese conventuali femminili, Vittone disegna un edificio composto di due parti distinte: la chiesa pubblica, uno spazio raccolto, a pianta centrale, e lo spazioso coro delle monache di clausura, dove l'architetto fornisce una prova della sua perizia nel realizzare spazi vivibili, luminosi, adatti alla vita quotidiana. I due spazi corrispondono infatti a obiettivi e usi diversi. La chiesa pubblica non aveva bisogno di essere grande, né di accogliere una intera comunità, come nel caso delle chiese parrocchiali. Vittone le dà pertanto una forma centralizzata, con un forte sviluppo verticale e una cupola impostata su quattro piloni traforati. Grazie a questo notevole sviluppo verticale la chiesa capta una luce a tratti intensa, che si diffonde verso il basso in modo uniforme, soffuso, attraverso le numerose aperture. Il valore anche simbolico di questa luce viene sottolineato da una serie di cartigli in stucco posti al livello dell'imposta della cupola, dove con emblemi e motti in latino si sviluppa il concetto di claritas: e così la luminosità, la fama, e il nome della Santa cui la chiesa è dedicata idealmente coincidono" spiega il comunicato stampa della Compagnia di San Paolo.

Per scoprire poi il resto, basterà partecipare a una delle visite guidate preparate in cantiere, seguendo le modalità d'iscrizione già indicate.


lunedì 26 settembre 2016

Torino Spiritualità e D'istinti animali: il programma e gli incontri

La dodicesima edizione di Torino Spiritualità inizia domani, 27 settembre 2016, con un'anteprima, lo spettacolo Lupus in Fabula, con Paolo Hendel e Bruno Maria Ferrario, al Teatro Carignano, alle ore 21. L'inaugurazione sarà il 28 settembre alle ore 18 nella chiesa di San Filippo Neri, con Uomini tra cani e lupi, un incontro-dialogo tra il ricercatore inglese Shaun Ellis, che ha vissuto 18 mesi tra i lupo, e il saggista americano Richard C. Francis, accompagnati dal direttore del Festival Armando Bonaiuto; alle ore 21, al Teatro Carignano, toccherà ad Angela Finocchiaro, che leggerà alcune pagine tratte da Cecità, romando di José Saramago.


Il filo conduttore di Torino Spiritualità 2016 è D'istinti animali. E probabilmente neanche voi, come me, sarete rimasti indifferenti al geniale uso dell'apostrofo. "D'istinti rinvia alla dimensione naturale, che ci accomuna alle altre creature, mentre, senza apostrofo, allude a differenti interpretazioni: "distinti" come lontani, separati oppure raffinati, eleganti. In quest'ultimo caso il riferimento è all'immagine che, con un po' di vanità, abbiamo di noi: creature che hanno addomesticato la pulsione naturale con la sofisticatezza della ragione, che alla pelliccia hanno preferito la giacca" spiega il comunicato stampa.

Durante i cinque giorni di manifestazione, dal 28 settembre al 2 ottobre 2016, dialoghi, lezioni, spettacoli e meditazioni, diffusi in tutta Torino, analizzeranno il nostro rapporto con gli animali e la loro stessa capacità "di rivelare qualcosa di nuovo su noi stessi e sul nostro modo di abitare il mondo". L'intensissimo programma propone quattro percorsi di indagine: "il primo esplora il ruolo che gli animali hanno all'interno delle differenti tradizioni spirituali, dal cristianesimo all'ebraismo, passando per le filosofie orientali; il secondo tratta del confine, labile, tra noi e loro; il terzo mette a confronto l'istinto ferino e la libertà selvaggia e, infine, il quarto analizza gli animali che hanno popolato l'immaginario dell'uomo, divenendo oggetti di espressioni artistiche.

Mi riesce difficile segnalare qualche incontro o spettacolo in questo calendario così ricco di appuntamenti. Ma posso dire che sono piuttosto incuriosita dal recital Minima Animalia, con Elio alla voce, Roberto Prosseda al pianoforte e con Luca Lombardi, (Teatro Carignano, 29 settembre 2016, ore 21) dall'incontro Questioni animalesche. Donne, migranti, corpi di confine, con le giornaliste Daniela Finocchi e Alessandra Pigliaru e con Francesca Bolino (Circolo dei Lettori, via Bogino 9, 1 ottobre, ore 18.30), dalla Casa delle Religioni, che Valentino Castellani, Maria Chiara Giorda, Francesco Profumo, Matteo Robiglio e i rappresentanti del Comitato Interfedi presenteranno il 2 ottobre alle ore 18 al Polo del 900 (via del Carmine 14).

Agli eventi di Torino Spiritualità partecipano numerosi ospiti illustri, dagli scrittori Michela Murgia e Giuseppe Culicchia allo scrittore e regista britannico Philip Hoare, dal critico Vittorio Sgarbi al musicista Elio, dagli attori Angela Finocchiaro e Neri Marcorè all'etologo Frans De Waal. Gli incontri sono in larga parte a ingresso gratuito. Per tutte le informazioni, c'è il bel sito web della manifestazione, in cui trovate anche il calendario completo degli eventi, www.torinospiritualita.org.


sabato 24 settembre 2016

Ale X: con L'amante mitteleuropeo cambio la vostra idea sugli erotici

Ogni tanto ricevo email che mi chiedono di comunicare l'uscita, o di recensire, libri di autori torinesi o che si svolgono a Torino. Non l'ho mai fatto perché sarebbe complicato aggiungere una nuova sezione a un blog che gestisco da sola. Faccio un'eccezione per Ale X, perché quest'estate, su suggerimento di un'amica comune, ho letto il suo romanzo d'esordio, L'amante mitteleuropeo, un ebook romantico-erotico che mi è piaciuto per come rompe gli schemi del genere e propone un'eroina finalmente brillante, audace e curiosa, non solo oggetto ma soggetto di desiderio. Ale X è torinese, non ama dare dettagli della sua vita e dice solo di essersi laureata in Lettere, "qualche anno fa".


- Perché Ale X e non la tua vera identità?
Perché i protagonisti de L'amante mitteleuropeo vivono una storia sentimental-erotica piuttosto vivace e non avevo voglia che qualcuno potesse confondere le loro esperienze con le mie. Mi volevo garantire la libertà di continuare a scrivere storie senza pressioni. A Valencia, dove ho fatto l'Erasmus, ormai qualche anno fa, ho letto i libri della spagnola Megan Maxwell, che ha mantenuto la sua identità nascosta molto tempo, sotto questo pseudonimo. Mi sono ricordata di lei, quando mi sono posta il problema di come firmare il mio ebook.

- Oddio, un altro erotico, si potrebbe pensare. Perché leggere L'amante mitteleuropeo?
Proprio perché non è un altro erotico. Non risponde allo schema 'ragazza imbranata incontra milionario traumatizzato, lei scopre il sesso, lui scopre l'amore', che si è imposto in questi anni. Ne L'amante mitteleuropeo i due protagonisti vivono e realizzano le fantasie di entrambi ed entrambi apprendono l'uno dall'altro, sia nel sesso che nell'amore. A volte lei è più fantasiosa del proprio amante, fermato da un'educazione perbenista. Penso che se si vuole raggiungere la parità tra i sessi, bisogna anche avere sogni un po' più paritari, in cui lei non finisca sempre a fare la mamma di un uomo traumatizzato dal passato o da qualche ex invadente, ma sia protagonista della propria storia e compagna di fantasie dell'uomo che ha scelto per sé.

- Una sintesi della storia raccontata da L'amante mitteleuropeo?
E' una storia d'amore, tra Axel, l'erede al trono sposato di un piccolo Principato cattolico, e Ale, una tennista bionda e mediatica. E' raccontata in prima persona da Ale e inizia come un'avventura clandestina, che entrambi gestiscono con abilità e che piano piano diventa un amore importante o, come direbbe il principe Axel, non negoziabile. Da qui, gli inevitabili ostacoli da superare: come può un principe cattolico risolvere la sua vita privata complicata? Come può una giovane donna con tutta una vita davanti rinunciare a una propria famiglia? Nei blog, le recensioni hanno notato che il romanzo è incentrato soprattutto su loro due e in effetti il conflitto è tutto interno alla coppia, tenuta insieme dalla curiosità reciproca, da un sesso che è diverso, "tu mi fai fare cose che non avrei mai pensato" dice Axel a Ale, e da sentimenti che mano a mano si fanno più profondi.

- Cos'altro hanno scritto nelle recensioni?
Mi piace che abbiano considerato il libro fuori dagli schemi del genere e che però sia piaciuto e si sia letto con curiosità fino alla fine. Mi ha divertito notare come il fatto che sia una storia extraconiugale abbia creato qualche remora iniziale, come se l'amore non fosse mai un sentimento proibito e che deve lottare per imporsi.

- Come hai costruito Axel e Ale e cosa ti piace di loro?
Ho unito due passioni che mi hanno accompagnato praticamente da sempre. Mia nonna ha una collezione invidiabile di articoli su Caroline di Monaco, Carlo e Diana e compagnia, per cui le Famiglie Reali mi hanno sempre appassionato; gioco a tennis da sempre e da bambina sognavo di diventare come Steffi Graf. Di Ale mi piace il fatto che all'inizio il tennis, e non l'amore, sia la sua priorità; la sua crisi inizia quando si rende conto che deve immaginarsi il 'dopo tennis' e scopre di non vederlo senza il suo amante mitteleuropeo. Di Axel mi piace quasi tutto, è un uomo intelligente, prigioniero di un ruolo che però lo appassiona e di un matrimonio che non funziona più, mi piace tutto quello che si inventa per vedere la sua amante e tutto quello che si studia per tenerla legata a sé. Mi piace anche Helena, la moglie di Axel, che non è vittima di un matrimonio infelice perché, come dice Axel, "quando sai, non c'è tradimento" e loro due sanno di aver preso direzioni diverse; anche Helena ha una propria vita, dietro il matrimonio all'apparenza felice. E' una storia di persone adulte, non ci sono né buoni né cattivi da macchietta.

- Il messaggio che dà il tuo libro?
Penso che sia soprattutto che l'amore arriva da dove non te lo aspetti, che non si preoccupa di etica e morale e che quando arriva hai una sola libertà: decidere se viverlo, lasciando da parte le convenzioni, o lasciarlo andare, per seguire pressioni che non necessariamente senti tue. Credo fermamente nel latino Omnia vincit amor (l'amore vince tutto), perché è pur sempre quello che muove il sole e le altre stelle.

- Hai scelto l'autopubblicazione, come sta andando?
Ho scelto l'autopubblicazione perché non volevo aspettare i tempi delle case editrici e vivere un periodo di incertezza, volevo pubblicare sì o sì. Si ha il controllo di tutto e questo è bello, ma è anche molto complicato: l'enormità dell'offerta nel web richiede grandi sforzi per dare visibilità al proprio lavoro. Le opinioni di chi ha letto il libro sono un bell'incoraggiamento per me. Sono contenta e spero conquisti sempre nuovi lettori, mi piace l'idea di un romanzo romantico-erotico fuori dagli schemi perché mi piacciono le donne che rompono gli schemi e hanno una propria indipendenza di idee.

- Progetti futuri?
Ho appena pubblicato un racconto breve su Amazon, Da soli a Stromboli, che mi ha molto divertito scrivere quest'estate, e sto scrivendo il secondo libro di una trilogia, dedicata ad amanti insoliti, iniziata con L'amante mitteleuropeo. Si intitolerà L'amante argentino, si svolge a Buenos Aires tra cinema, una mia passione, e telenovelas, una passione di mia nonna, sempre quella delle Famiglie Reali. Il terzo si svolgerà a Torino e mi fa un po' paura perché, da buona torinese, ho sempre un po' di pudore a esporre i miei sentimenti e, in questo caso, l'amore per la mia città.

Ale X ha un blog, I libri di Ale; L'amante mitteleuropeo è in vendita su Amazon e costa 3,99 euro, Da soli a Stromboli, su Amazon, costa 0,99 euro.


venerdì 23 settembre 2016

Il mondo di Steve McCurry, un viaggio emozionante alla Reggia di Venaria

Il mondo di Steve McCurry è probabilmente una delle mostre più emozionanti che abbia visto, per questo consiglio di visitarla in questi ultime settimane di apertura (chiuderà il 16 ottobre 2016), alla Reggia di Venaria Reale (TO). E' ospitata nella Citroniera, accanto alla Scuderia Juvarriana, e probabilmente anche questo contribuisce al suo fascino, insieme all'allestimento, rigoroso ed evocativo. Si entra nella Citroniera, luminosissima, con la sua luce che scende dall'alto e le partizioni della decorazione barocca, e si vedono questi pannelli trasparenti, quasi a tutta altezza, su cui sono collocate le fotografie di Steve McCurry, di dimensioni diverse e quasi senza un apparente ordine; in alcuni teli ci sono due fotografie, in altri una sola, in alcuni sono disposte affiancate, in altri una sotto l'altra, in alcuni sono ad altezza d'uomo, in altri più in alto.


Anche i pannelli sono disposti senza un ordine apparente: alcuni sono paralleli, altri perpendicolari, altri hanno inclinazioni che creano piccole piazze. Ed è questo disordine apparente a creare parte del fascino della mostra. Si è introdotti al mondo di Steve McCurry da una breve sezione dedicata alle sue celebri immagini afghane in bianco e nero, che lanciarono il suo nome nel mondo: volti di guerrieri, di giovani, di bambini, sempre intensi, con i grandi occhi in primo piano, parlano di una terra indomabile, la cui tragedia non è ancora terminata. E dopo quest'introduzione che lascia il magone, pensando all'Afghanistan di oggi, si inizia un viaggio nel mondo, attraverso volti, sorrisi, paesaggi.


Un continuo rimando di continenti e colori esotici, di donne, bambini, anziani, che guardano l'obiettivo dolenti od orgogliosi, con i loro vestiti coloratissimi e nei loro paesaggi lontani. E sono i volti che catturano l'attenzione, perché dietro le loro espressioni si intuisce un mondo intero e quasi sempre a noi sconosciuto: i soli potenti fotografati sono la birmana Aung San Suu Kyi e il leader dei mujaheddin afghani Ahmad Shah Massud, ucciso dai talebani, McCurry sembra il fotografo degli ultimi, che tratta con rispetto e senza retorica. Anche le guerre che ha incontrato non hanno bisogno di grandi commenti: un carro armato che brucia, una nuvola enorme di fumo all'orizzonte raccontano la tragedia che rappresentano sempre.


A un certo punto mi sono trovata a camminare sempre più curiosa ed emozionata tra tutti questi volti, che mi rimandavano dall'Asia all'America Latina, dall'Europa all'Africa, mentre i pannelli trasparenti mi facevano intravedere altri visi e altri paesaggi che mi aspettavano; la loro disposizione, quasi casuale, mi spingeva a girare con attenzione, per non perdermi neanche un'immagine. E' stato un bellissimo viaggio intorno al mondo, accompagnato da una colonna sonora azzeccatissima e fornita dal video con cui la Lavazza ha raccontato il progetto ¡TIERRA!, firmato da McCurry, e in un'architettura aulica, con la luce bianchissima che scende dall'alto a illuminare colori, volti e immagini di mondi lontani. E' stato così emozionante che quando sono arrivata davanti all'immagine dell'adolescente afghana dai grandi occhi verdi, forse la foto più famosa di Steve McCurry, non è stato l'incontro con 'la' foto, ma con una delle tante emozioni che questa mostra speciale regala. E pochi passi più avanti, vedendo la foto dell'adolescente diventata una donna meno bella e dal volto indurito, è stato inevitabile pensare a come la vita non mantiene sempre le promesse. Se visitate la Reggia di Venaria Reale, non perdetevi questo viaggio emozionante: 250 foto e ognuna di loro ha un mondo dentro.


Il mondo di Steve McCurry è aperta fino al 16 ottobre 2016; gli orari di apertura seguono quelli della Reggia di Venaria: mar-ven ore 9-17, sab-dom e festivi ore 9-19, lun chiuso. Il biglietto alla sola mostra costa 12 euro, ridotto 10 euro, scuole e under 26, 6 euro, gratuito per i possessori della tessera Abbonamento Musei (nel prezzo del biglietto è inclusa l'audioguida alla mostra); la visita alla mostra è inclusa anche nel biglietto Tutto in una Reggia, 25 euro, che comprende anche l'ingresso alla Reggia e ai Giardini.