domenica 25 giugno 2017

A luglio sulla Strada del Gran Paradiso, da Torino in bus

La Strada del Gran Paradiso è un progetto nato dalla Provincia di Torino nel 2011, per valorizzare il territorio che dalla pianura porta fino al Parco Nazionale del Gran Paradiso, con le sue tradizioni e le sue eccellenze. È un bel modo per conoscere il Canavese, terra che dista pochi chilometri da Torino, con una storia millenaria, un'enogastronomia invidiabile e tesori artistici spesso sconosciuti.


La cosa bella della Strada del Gran Paradiso è che molte delle escursioni organizzate hanno partenza da Torino, così da permettere anche ai torinesi di vivere quei territori e le loro tradizioni, senza dover usare l'auto (e avere problemi di parcheggio). E poi ci sono proposte per tutti i gusti., Per esempio, il 2 luglio 2017, la partenza da Porta Susa, a Torino, è alle ore 3.30, per poter arrivare al Colle del Nivolet alle 5.30 circa e poter godere dell'alba e dell'Alborada, il concerto corale preparato per il sorgere del sole dai cori polifonico Città di Rivarolo e Iuvenes Voces di Rivarolo diretti da Maria Grazia Laino, e dai coroiAlpi Cozie di Susa e Valsusa di Bussoleno. Alle 8, la colazione sarà al ristorante La Baracca di Serrù, a 2.200 metri; alle 10, a Ceresole Reale, si avrà il tempo per passeggiare lungo il lago e per scoprire il paesino, quindi, alle 12, si partirà per Sparone, per la passeggiata enogastronomia Stuzzicando sulle orme di Arduino lungo il sentiero che porta alla Rocca di Re Arduino, con degustazione di prodotti tipici locali. Al termine, una visita guidata alla chiesa di Santa Croce e alla Rocca di Arduino, con ritorno a Torino Porta Susa per le ore 17.30. Il costo della giornata è di 35 euro, che comprendono il bus, l'accompagnatore, il brunch alla Baracca, le degustazioni durante la passeggiata di Sparone.

Il 9 luglio 2017, la protagonista della città sarà Noasca, con partenza da Torino Porta Susa alle ore 8.30 e arrivo nel paesino intorno alle 10.15. Il programma offre la possibilità di assistere alla Messa in costume nella chiesa parrocchiale, con il Re Vittorio Emanuele II e il suo seguito. Alle ore 11.30, il corteo raggiungerà la Borgata Sassa a piedi (attenzione, una salita di cirrca 45 minuti!). Quindi, alle ore 13, si pranzerà con il re al campo e, poi, si potrà sfidare il sovrano al gioco della rana, una sorta di flipper d'antan. Dopo il ritorno a Noasca, alle ore 16.30 si potrà assistere ad alcune esibizioni equestri e, alle ore 18, partecipare a un rinfresco; il ritorno a Porta Susa per le ore 20. Il costo della giornata è di 25 euro, che comprendono il trasporto in bus con accompagnatore e il pranzo alla Sassa. Date le attività della giornata, meglio un abbigliamento adeguato, con scarpe da ginnastica o da trekking.

Per le prenotazioni, almeno tre giorni prima di ogni evento, bisogna contattare l'Ufficio del Turismo di Ivrea, telefono 0125-618131 (lunedì-sabato ore 9-13 e 15-17) o all'email info.ivrea@turismotorino.org.


sabato 24 giugno 2017

Gourmet Food Festival, un weekend a tutto cibo a novembre!

L'estate è appena iniziata, ma si pensa già all'autunno. E uno dei grandi eventi della prossima stagione sarà il Gourmet Food Festival, in programma dal 17 al 19 novembre 2017 al Lingotto Fiere, organizzato da GI Events Italia con il Gambero Rosso. Cosa propone questo nuovo Festival, che promette di diventare un nuovo appuntamento imprescindibile nel calendario torinese?


Per tre giorni, il Lingotto sarà una sorta di mercato metropolitano, con oltre 150 espositori, piccoli produttori italiani e stranieri, che presenteranno i propri prodotti, pronti per l'acquisto. Le aree tematiche di riferimento saranno quattro: Prodotti e Cucina, Pane e pizza, Dolci, Beverage. Nel padiglione 3 ci sarà un'Agorà, una piazza divisa in quattro parti, ognuna dedicata a un tema: L'appetito vien mangiando. Dal mercato alla cucina; Qui si lievita. Pane, pizza e fantasia; La dolce vita, dal croissant al caffè; Bevi bene, bevi meglio. Sarà lo spazio in cui si potranno condividere esperienze e scoprire le novità, anche attraverso workshop, degustazioni e seminari tenuti da personalità conosciute e apprezzate, artigiani, chef, maestri, giornalisti, conduttori del Gambero Rosso Channel. Tra loro ci saranno i mattatori di Quando il cibo fa spettacolo, la sezione del Festival dedicata alla divulgazione e alle lezioni: dalla pizza fritta perfetta di Sorbillo al risotto come tradizione comanda, alla pizza napoletana di Franco Pepe, con assaggio finale per tutti.

Il programma è vario e promettente, in continuo aggiornamento, dato che mancano ancora cinque mesi all'appuntamento, potete seguire tutte le novità su www.gourmetfoodfestival.it; già noti gli orari di apertura della manifestazione: 17 novembre ore 17-23, 18 novembre ore 10-23; 19 novembre ore 10-20. Il biglietto d'ingresso costa 10 euro e si stanno preparando pacchetti per riunire varie esperienze gourmet. Il sito web, con tutte le informazioni e gli aggiornamenti, al link già indicato.


venerdì 23 giugno 2017

Nell'Appartamento del Re di Stupinigi, appena restaurato

Terminati i restauri, l'Appartamento del Re della Palazzina di Caccia di Stupinigi è entrato nel percorso di visita, completando così la visione del Salone centrale, distributore di assi visuali nel territorio e di spazi nel complesso. Entrare nell'Appartamento del Re adesso è come addentrarsi nel Settecento più raffinato. Sono tornati ai loro colori originali gli affreschi, le boiserie dorate, le tappezzerie, sono stati restaurati gli sguinci delle finestre, con le loro decorazioni, e gli scudi hanno di nuovo i loro raffinatissimi colori e disegni. Ho visitato l'Appartamento del Re poche settimane fa, invitata a un'anteprima per i media che faceva il punto della situazione: era stato bello vedere gli ultimi lavori sul pregadio del Piffetti nella stanza da letto del Re, le grottesche del Gabinetto da toeletta dai colori vivacissimi, mentre cercavo di evitare la scala dei restauratori. Visitare un cantiere è sempre emozionante.


E lo è ancora di più quando, poche settimane dopo, se ne possono apprezzare i risultati complessivi. Ai restauri si aggiungono infatti i raffinatissimi mobili, che ricostruiscono le atmosfere settecentesche e l'eleganza di uno stile di vita. Nell'Anticamera, la vivacità degli affreschi (splendidi i colori dei dipinti sulla volta, dedicati a Diana, non poteva essere altrimenti in una Palazzina dedicata alla Caccia di cui era la divinità) si unisce al fascino dei mobili, un bel separè e due specchiere dalle splendide cornici dorate. Nella Camera da letto, probabilmente l'ambiente più ricco di tutto l'Appartamento, ci sono anche mobili preziosissimi, sia il pregadio di Pietro Piffetti, incastonato dietro un'anta, in una nicchia privata e nascosta, che il mobile medagliere, sempre del Piffetti, o il cassettone a ribalta di Luigi Prinotto. Il Gabinetto da toeletta conta su una volta a grottesche tra le più vivaci e affascinanti, ma anche il pavimento è tornato al suo antico splendore: si tratta di un pavimento in seminato alla veneziana scoperto durante il restauro, eliminando i depositi di sporco; in questa stanza c'è anche un grande ritratto di Polissena d'Assia. In uno spazio così sospeso tra doveri di rappresentanza e necessità di privato, fa una certa tenerezza il piccolo servizio igienico, con le mattonelle originali, riportate alla luce durante la pulitura e di nuovo dotate dei loro colori originali: è piccolo, intimo e raccolto e parla di una quotidianità cui anche i sovrani del Settecento dovevano fare riferimento.


L'Appartamento del Re è dotato di una Galleria che riporta al Salone del Centrale, che gioca con i suoi assi visuali e che riporta ai giochi del barocco e di Juvarra. Ma non si tratta solo di giochi architettonici di spazi che si nascondono e appaiono, ci sono anche i colori, gli stucchi, il rapporto scenografico tra il sovrano e la sua Corte. I restauri hanno consegnato "date e firme lasciate dagli artigiani impegnati nel cantiere in varie epoche e a leggiadri scherzi barocchi, come il piccolo paesaggio disegnato a pennello tra i finti marmi della zoccolatura, il tutto filtrato dal grande serramento vetrato per il quale sono stati conservati, dove possibile, tutti i vetri, anche se ridotti a frammenti, e le piombature originali".

 

È un lavoro di straordinario valore, che restituisce la Palazzina al suo splendore e la sua unitarietà. Adesso è possibile visitare gli Appartamenti del Re e della Regina in un unicum, che ha il suo nucleo nel Salone Centrale. Un lavoro che non sarebbe stato possibile senza gli investimenti della Fondazione CRT e la collaborazione della Consulta per la Valorizzazione dei Beni Artistici e Culturali. Un lavoro che fa pensare a tante cose: l'Italia custodisce residenze ed edifici  di grande valore storico-culturale, un patrimonio inestimabile in cerca di curatori e visitatori. Si dice sempre che potremmo vivere di solo turismo e si identifica il turismo con alberghi e ristoranti come se il nostro destino fosse preparare camerieri e ristoratori, professioni rispettabilissime ma non le uniche. Di quanti ricercatori, restauratori, archivisti, artigiani, studiosi, architetti, avrebbe bisogno questo Paese, per prendersi cura del proprio patrimonio e renderlo fruibile ed economicamente redditizio? Tanti. E tutti professionisti dell'eccellenza, capaci di rimettere in moto questo patrimonio così poco curato e in grado di generare ricchezza se valorizzato. Sì, perché conservare il passato senza divulgarlo e senza renderlo redditizio, non servirebbe a niente. Visitate Stupinigi e scoprite quante professionalità ci sono dietro quegli splendidi restauri.


giovedì 22 giugno 2017

Il video di Open House Torino 2017

La prima edizione di Open House Torino è ormai in archivio e tra qualche tempo sarà ora di prepararsi alla seconda (la vogliamo o no più ricca, con tante alte chicche da scoprire, con nuovi itinerari da inventarsi per muoversi per 48 folli ore nella città inedita?). Ma prima di salutarci definitivamente, questa edizione 2017 ci regala un video, con tutti i suoi numeri (che successo straordinario!), con tanti dei posti che abbiamo visto (o sognato di vedere) e con i volti che l'hanno animata, siano quelli dei tantissimi volontari (diremo abbastanza grazie a ognuno di loro?) o quelli delle migliaia di persone che si sono messe in cammino per conoscere la Torino che si nasconde dietro le porte chiuse. Non perdetevelo, ma con un'indispensabile avvertenza: la nostalgia crescerà in modo esponenziale!



Al Museo Egizio, apertura e appuntamenti speciali per la Giornata del Rifugiato

Da quando ha riaperto al pubblico, con la sede ampliata e un nuovo allestimento, ormai un paio di anni fa, il Museo Egizio si è inserito prepotentemente nella vita culturale (e non solo) cittadina, con tante iniziative, incontri, conferenze. Merito del suo direttore, Christian Geco, che immagina un Museo del XXI secolo non solo come un custode di collezioni, ma anche come un luogo di divulgazione e d'incontro di culture (a me piace tantissimo l'attenzione alla comunità egiziana di Torino, essendo il Museo scrigno di gioielli della sua cultura e del suo passato, più che del nostro). Per questo mi piace segnalare il programma preparato per la Giornata Mondiale del Rifugiato, il 24 giugno 2017 (casualmente anche giorno di San Giovanni, patrono cittadino, e giornata di festa per la città).


Il Museo Egizio sarà aperto eccezionalmente e gratuitamente dalle ore 19 alle ore 23.30, con numerosi appuntamenti, a ricordare lo scopo della serata. Il titolo dell'iniziativa è Io sono il benvenuto: tutti i visitatori verranno invitati a indossare un adesivo, che riporterà sia questa frase, Io sono benvenuto, che Differents pasts, shared future (Passati diversi, futuro condiviso), un concetto espresso e promosso dalla Refugies Week e condiviso dal Museo di via Accademia delle Scienze.

"Sabato 24 giugno il pubblico verrà accolto con un bicchiere di tè alla menta o al cardamomo offerto da Liberamensa, cooperativa che opera nel carcere Lorusso & Cotugno. In cambio dell'ingresso gratuito, a ciascun visitatore verrà chiesto di scrivere o disegnare un messaggio di benvenuto e di applicarlo sulla Welcome Wall, una grande parete situata all'ingresso che vuol essere un simbolo di apertura e accoglienza" anticipa il comunicato stampa, che spiega anche come per il direttore Christian Greco il Museo Egizio sia "un ente di ricerca e un centro di cultura e, consapevole delle proprie responsabilità, deve porsi come intermediario nel superamento delle barriere sociali. Viviamo un periodo storico in cui i valori della diversità culturale rischiano di essere seriamente compromessi e il Museo Egizio, come tutti i musei, non può restare neutrale".

Lungo il percorso museale ci saranno anche delle performances, che inviteranno a riflettere sui temi dei rifugiati e dei migranti, del confronto e del dialogo. Nella sala conferenze ci sarà l'opera teatrale sperimentale Run 4 Our Lives. Fuggire per le nostre vite (i posti sono limitati e la prenotazione è consigliata su www.eventbrite.com). Volti e persone è un laboratorio di ritratti, che inviterà a guardare all'altro senza pregiudizi. La musica, da sempre ponte tra culture, farà la propria parte con tre diversi appuntamenti: la MELOS Filarmonica, che propone un repertorio di compositori del sette-ottocento che hanno trovato ispirazione nel'antico Egitto; il CoroMoro, un gruppo di richiedenti asilo che con grande energia e creatività interpreta canzoni popolari in dialetto piemontese; e infine il rapper MUSO, giovane originario della Guinea Conakry che canta in nome della tolleranza e dell'integrazione.

Anche le guide saranno speciali: alcune donne maghrebine racconteranno il loro Museo Egizio in arabo e in italiano, in base alla propria sensibilità e a quanto imparato nel corso di formazione organizzato da Mondi in Città in collaborazione con il Museo Egizio.

L'apertura straordinaria e il programma della serata sono stati realizzati grazie a Edison, la più antica società europea nel settore dell'energia e tra le principali società energetiche in Italia. Gli hashtag della serata saranno #withrefugees #iosonobenvenuto; tutte le info su www.museoegizio.it.