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lunedì 23 gennaio 2017

San Valentino: cosa fare e dove andare a Torino, il 14 febbraio

Vi risparmio cosa penso della necessità di festeggiare l'amore in un giorno determinato, il 14 febbraio, e passo direttamente a raccontarvi quello che si può fare a Torino il giorno di San Valentino. Perché, dietro il suo impianto regolare e alle sue facciate omogenee, Torino è una città appassionata e appassionante, non dimenticatelo mai!

Non lo dimenticano le guide di Turin-Tour, che anticipano i tempi e già domenica 12 febbraio 2017, alle ore 17, propongono il tour Grandi amori a Torino, perché "Torino è piena di storie d'amore che si intrecciano qua e là: si camuffano dietro ad imponenti facciate barocche, o si incontrano clandestinamente al tavolo di un caffè, in una bottega o nell'angolo di un giardino"; il tour, nel centro storico cittadino, costa 8 euro a persona, ridotto a 5 per gli under 14, prenotazione obbligatoria all'email info@turin-tour.com. Punta sull'amore anche Barburin, che propone ben tre visite guidate sul tema Turin in love, per scoprire gli scorci più romantici, gli amori più appassionati e l'immancabile gossip sugli amori celebri nati in città: appuntamenti alle ore 19, 20 e 21.30; la prenotazione è obbligatoria all'email turismo@barburin.com, il costo è di 30 euro a coppia per il solo tour; al tour delle ore 19 è possibile aggiungere un'apericena, al costo totale di 50 euro a coppia.

Ancora San Valentino un po' speciali e insoliti. Infini.to offre la possibilità di trascorrere una serata romantica sotto le stelle del Planetario, con una cena allestita nelle sale del Museo e uno spettacolo live in cui la volta stellata viene osservata ascoltando storie d'amore e mitologia. La cena inizia alle ore 20.30, conta su un aperitivo a buffet e calice di benvenuto ed è curata dall'Hotel Ristorante & Catering Piemonte; al termine della cena c'è lo spettacolo del cielo d'inverno. I biglietti costano 110 euro a coppia e possono essere acquistati entro venerdì 10 febbraio 2017 sia alla Biglietteria del Planetario (martedì-venerdì 9.30-14.30, sabato-domenica 14.30-18.30) sia attraverso il circuito Ticketone online o nei punti vendita Ticketone. Info su www.planetarioditorino.it.

Sono ormai disponibili solo gli ultimi posti per le cene e gli aperitivi sui Gusto e Ristotram di GTT. Alle ore 19 e alle ore 19.45, con partenza da piazza Castello (davanti al Teatro Regio), ci sarà l'Aperitivo di San Valentino, a bordo di un tram in movimento nel centro storico cittadino; il menù costa 18 euro a persona e prevede Salame crudo di cascina, Acciughe al verde, Tomino elettrico, Mini vol au vent e mousse alle erbette, Insalatina di farro e verdurine dell'orto, Millefoglie di Toma di Lanzo e patate della Val di Susa, Focaccia al rosmarino, Pane nostrano, Grissini rubatà, Cremino allo zabaglione, Cortese DOC Produttori di Govone, Soft drink alla frutta, Acqua minerale naturale e frizzante; il tour dura circa 50 minuti. Alle ore 21, la cena gourmet Cibo amore e poesia partirà da piazza Castello (sempre davanti al Teatro Regio), durerà 2 ore, offrirà un intrattenimento a cura della Scuola di Recitazione Sergio Tofano e proporrà un menù composto da Bollicine e passione d'amore, Trittico di Cupido e fonduta amorosa (morbido di spinacino, millefoglie di patate della Val di Susa e gorgonzola, capunet con seirass del fen e salsiccia di Bra con fonduta di Toma di Lanzo e tartufo nero d'Alba), Agnolottini del plin degli innamorati al burro ed erbette dell'orto, Cuoricini di maialino da latte al pepe rosa e verdure imperiali saltate al burro d'alpeggio, Delizia degli innamorati (semifreddo di nocciole d'Alba caramellate, amaretti di Mombaruzzo e ristretto al cioccolato), Pane e grissini, Caffè, Amaro alle erbe, Dolcetto DOC di Ovada az. Vinicola Morando, Cortese DOC Az. Vinicola Produttori di Govone, Acqua minerale naturale e frizzante; costo della serata, 60 euro a persona, con maggiorazione di 10 euro per prenotazione al tavolo da 2 posti. Con lo stesso menù e lo stesso prezzo, ma alle ore 21.15 e con uno spettacolo a cura del Mago Andy, ci sarà la cena gourmet Romantica magia. Prenotazioni, sul sito della GTT.

Il post è in progress, gli altri eventi preparati in città per San Valentino verranno inseriti mano a mano che ne verrò a conoscenza.


Adotta un pianista: i concerti di musica classica nelle case torinesi

Torino è una città magica non solo per i suoi rapporti con magia e ricerca alchemica, ma anche per tutto quello che sa inventarsi, instancabile. Per esempio, da tre anni c'è il progetto Adotta un pianista, che porta i musicisti nelle case private per concerti aperti al pubblico; può partecipare qualunque padrone di casa che abbia un pianoforte a coda nel suo appartamento.


Nato nel 2015 a San Salvario come esperimento per portare la musica classica in luoghi non convenzionali, il progetto intende anche "coinvolgere attivamente i residenti nell'organizzazione dell'evento musicale, generare meccanismi di accoglienza e scambio tra residenti e non" spiega il comunicato stampa. E certo, ci sono sensazioni ed emozioni diverse, nell'ascoltare musica classica con pochi sconosciuti in una casa che ha una sua storia, anch'essa sconosciuta, e nello scoprire passioni comuni, grazie al pianista e alla musica che regala.

Per questa sua terza edizione, Adotta un pianista si fa in cinque, coinvolge cinque quartieri cittadini (San Salvario, San Donato, Barriera di Milano, Aurora e Mirafiori Nord), per cinque weekend dedicati a cinque diversi grandi musicisti, per un totale di 50 concerti in case private. L'ingresso ai concerti è libero, fino a esaurimento posti.

Si inizia il prossimo weekend, quello del 28-29 gennaio 2017, dedicato a Wolfgang Amadeus Mozart, in concomitanza con la maratona Mozart Tag und Nacht, organizzata dal Cineteatro Baretti in varie sedi cittadine. I concerti sono gratuiti, con contributo volontario per la Scuola Popolare di Musica dell'associazione Baretti. I posti disponibili per i concerti sono ormai pochissimi e se siete interessati dovete davvero affrettarvi: trovate programma e modalità di iscrizione su adottaunpianista.it/.

Gli altri appuntamenti con Adotta un pianista sono l'11 e 12 marzo a San Donato con la musica di Ludwig van Beethoven, il 17 e 18 giugno ad Aurora e Porta Palazzo con Franz Schubert, il 16 e 17 settembre a Mirafiori Nord con la musica di Friedrich Chopin, l'11 e 12 novembre in Barriera di Milano con Arie d'Opera.


sabato 21 gennaio 2017

Tutti i weekend d'inverno, la grande cucina piemontese nei ristoranti

Siamo d'inverno, nella stagione in cui la cucina piemontese offre alcuni dei suoi piatti più famosi. È infatti questo il momento di assaggiare il Gran Bollito Misto, il Fritto Misto alla Piemontese, la Finanziera e il piatto più famoso di tutti, la Bagna Caoda.

 

Sono piatti a base di carne (a eccezione della Bagna Caoda), nati dalla cucina contadina e poi diventati parte della grande tradizione piemontese. Il bollito misto mescola vari tipi di carne, bolliti insieme a ortaggi come patate, carote, cipolle, e poi accompagnati da varie salse, come la salsa verde o la salsa rubra. La Finanziera è un piatto povero, basato sulle frattaglie, che la tradizione vuole molto amato dai finanzieri e di qui il suo nome; il Fritto Misto alla Piemontese unisce vari tipi di carne e frattaglie con il semolino e la frutta in un fritto dai sapori contrastanti. La Bagna Caoda, il piatto che forse identifica di più la cucina piemontese al di fuori dei suoi confini, è una salsa a base di aglio, acciughe e olio in cui si intingono le verdure di stagione.

Vi è venuta voglia di assaggiare questi piatti della gastronomia tradizionale? Potete farlo a Torino e in provincia tutti i weekend, da dicembre a marzo, nei ristoranti selezionati da Turismo Torino, con la garanzia dei prodotti di qualità e della realizzazione delle ricette tradizionali.

Sul sito ufficiale di Turismo Torino, trovate l'elenco dei locali selezionati e i piatti che cucinano, con tutti i recapiti per le informazioni e le eventuali prenotazioni (sono comode brochure in pdf, che potete anche scaricare).


venerdì 20 gennaio 2017

Le foto del Neorealismo, in mostra al Museo Ettore Fico

Sono gli ultimi giorni per visitare la mostra Realismo, Neorealismo e Realtà – Fotografie in Italia 1932-1958, al Museo Ettore Fico: chiuderà domenica 29 gennaio 2017 e sarebbe davvero un peccato perderla perché è tra le più commoventi ed emozionanti che possiate visitare a Torino in questo periodo.

Appartenente a un progetto triennale, che porterà al Museo Ettore Fico la Collezione Guido Bertero, una delle più importanti raccolte fotografiche italiane, la mostra presenta le immagini del secondo dopoguerra italiano, firmate da alcuni dei più grandi fotografi italiani e stranieri, da Giacomelli a Patellani, da Ghirri a Fontana, da Robert Capa a henri Cartier-Bresson. Sono le immagini della stagione neorealista italiana: a cinema trionfavano Roberto Rossellini, Vittorio De Sica, Luchino Visconti, Pietro Germi, Alberto Lattuada e la loro Italia in bianco e nero, uscita miserrima dalla Seconda Guerra Mondiale e però già capace dello slancio che l'avrebbe portata, tra ritardi, disuguaglianze e sacrifici all'appuntamento con la modernità.


Le immagini sono commoventi, raccontano il grande cambiamento del nostro Paese e ritraggono i nostri nonni e i nostri genitori, che uscirono a pezzi dalla guerra, si inventarono mille mestieri per sopravvivere, vissero situazioni di miseria inimmaginabili, tra le mondine del Nord e i pastori del Sud, furono disposti ai grandi trasferimenti di massa per garantire un futuro migliore ai propri figli. Davanti ai volti duri delle donne del Sud, agli sguardi degli operai in cantieri improvvisati, ai vestiti sgualciti e alle piccole camere per grandi famiglie, non si può rimanere indifferenti. Ci si sente diversi dall'Italia delle processioni e delle superstizioni, che allora erano parte indispensabile della vita sociale e che pure sopravvivono ancora, si sorride alle immagini dello scudo crociato sulle pareti delle cittadine del sud e delle falci in mano ai contadini del nord, si sente un tuffo al cuore al riconoscere la Sardegna nel volto orgoglioso di una donna, si rimane con un nodo in gola davanti alle immagini dei treni affollati in arrivo dal Sud a Milano, dei saluti al Porto di Napoli per le navi in partenza verso chissà dove. Eravamo questo e siamo cambiati in così pochi decenni.


Nella presentazione di questa mostra bellissima e imperdibile, il Museo Fico insiste sul linguaggio neorealistico della fotografia e del cinema, che fecero entrare l'Italia nell'immaginario collettivo internazionale, puntando soprattutto sul lato artistico delle immagini. Ma io, al guardare quelle donne stanche che allattavano i loro bambini, a cui avevano poco di più da offrire, quegli uomini che si inventavano mille mestieri, anche lucidare le scarpe ai soldati americani o fare la barba agli sconosciuti all'aperto, quei bambini che trovavano un modo per sopravvivere nelle strade di Napoli, mi sono chiesta soprattutto se siamo stati all'altezza del loro dolore e dei loro sacrifici. Se questa è l'Italia che sognavano, quando hanno iniziato a ricostruirla. Viviamo giorni difficili, forse siamo ancora un Paese da inventare, ma davanti a quelle immagini, ci si sente davvero italiani, senza se e senza ma, e viene da pensare solamente che noi siamo stati anche questo. Noi, senza Nord, Sud e Isole, semplicemente noi, gli italiani, nati in quei decenni che ci mescolarono, ci diedero una lingua comune e ci fecero popolo, più del Risorgimento.


Sono tante le emozioni di questo viaggio nel dopoguerra del nostro Paese, dalla sconfitta fino alla Dolce Vita, ma porto con me questo testo, che introduce a una sezione della mostra e che secondo me ci descrive come pochi altri: "L'Italia è un diamante dalle innumerevoli sfaccettature, che, ancora oggi, perdurano e si possono ritrovare da una regione all'altra, da un paese all'altro. L'Italia dei mille campanili, delle mille ricette, dei mille dialetti, delle mille regole e tradizioni. L'Italia che si concede senza dare, quella che volta gabbana e cambia il corso della storia. Tutti fascisti oggi, tutti partigiani domani, tutti monarchici, ma anche tutti repubblicani. La grandezza degli italiani è infinita e la loro adattabilità camaleontica e gattopardesca si evolve plasmandosi con la storia, con il potere e con le circostanze. Sciuscià per gli alleati, democristiani per la chiesa, lavoratori e sfaccendati, istrioni un po' guitti e un po' mattatori".

Realismo, Neorealismo e Realtà – Fotografie in Italia 1932-1958 è al Museo Ettore Fico, in via Cigna 116 fino al 29 gennaio 2017. L'orario di apertura al pubblico è mer-ven ore 14-19, sab-dom ore 11-19; il biglietto d'ingresso costa 10 euro, ridotto 8 euro (over 65 e insegnanti) o 5 euro (13-26 anni e gruppi), gratuito per under 12, MEF Friends, possessori della tessera Abbonamento Musei. Il biglietto d'ingresso dà diritto alla visita di altre due mostre aperte al MEF fino al 29 gennaio: Eugenio Tibaldi – Seconda chance e Ettore Fico – Fotografie, polaroid, taccuini, pastelli e incisioni. Tutte le info su www.museofico.it.


giovedì 19 gennaio 2017

Donne e potere, da Rosa Luxemburg a Lady D, al Circolo dei Lettori

Donne & Potere, destini contrapposti o complementari? è un bel ciclo di incontri che si terrà al Circolo dei Lettori (via Bogino 9) per quattro lunedì, dal 23 gennaio al 13 febbraio 2017, alle ore 18. A ogni incontro, curato da Riccardo Rossotto, si parlerà di due donne, che magari sono complementari o che invece sono molto distanti e magari contrapposte, per origine e cultura; tutte hanno segnato l'immaginario collettivo, contribuendo a costruire l'immagine della donna, e la sua stessa evoluzione, nel corso del Novecento. Ecco il calendario degli incontri:

23 gennaio 2017
Rosa Luxemburg e Anna Kuliscioff
La rivoluzionaria tedesca e quella italiana

30 gennaio 2017
Rachele Mussolini e Claretta Petacci
La moglie ufficiale e la compagna segreta

6 febbraio 2017
Maria José di Savoia e Nilde Iotti
L'ultima Regina e la Presidente della Camera

13 febbraio 2017
Margaret Thatcher e Diana Spencer
La Lady di Ferro e la Principessa del Popolo